*

– Tu che dici?
– …mah. Che dovresti essere un po’ più *, almeno. E magari anche un po’ meno *. No? Cioè, capisci? Se davvero ci tieni a *, non c’è altro modo. Anzi, per la verità il modo per ottenere davvero il * è, ma lo sanno tutti, anche tu, vero? Mi stupirei del contrario, non sto neanche qui a spiegartelo. Guarda che è proprio matematico, non puoi sbagliare. Devi solo modificare appena le tue * e stravolgere un pizzico il tuo *. Guarda che fa bene anche a te. Per carità, tu vai benissimo così, però ti basterebbe un ritocco alla *, qua e là, un po’ più di cura per * e la * farebbe centro. Perché non va più di moda l’*, e neanche il *, sono cose andate ormai, devi concentrare tutte le tue * sull’indossare una bella * e lasciarla lì. Non dico sempresempresempre, ma sempresempre può andar bene. Poi ti ci abitui alla *, eh, in poco tempo. La indossi, la smussi all’*, una su misura per ogni * e non ci pensi più; dopo un po’ di risultati raggiunti non ti accorgi neanche più se la hai o no. E poi ne vale la *. E basta pensare agli *! Pensaci, certo, ma poco perGiove, guarda che gli * non pensano mica a te. Vedi che tutti alla fine sono *? E mi sembra anche *. Per quanto riguarda invece il *, è chiaro che vince su tutto la legge del *. Tu vorresti tanto fare *? Sbagliato! Non funziona così, fidati! Devi fare l’esatto contrario. Devi nascondere la tua *, anzi, non nasconderla, devi proprio far finta che la * non esista. Poi devi prendere il tuo * e elevarlo a potenza, come se fossi *. Una volta che vede che sei *, allora inizierà a *. E lì sarai tu a comandare il *. A gestirlo. A imporre le *. Perché lo sai che non è un discorso legato a *, bensì una semplice lotta a chi *. Oh, poi dipende sempre da quello che *, perché in base a quello che * i * si possono ribaltare. Ma nel tuo caso, a pensarci bene, credo sia meglio proprio cambiare del tutto il tuo modo di *. Non troverai mai il *, se continui su questa linea. E basta con questa cavolata di essere sempre *! Non serve a niente. Ma da dove te la sei tirata fuori? Guarda che alla lunga è *. Invece un po’ di * fa sempre piacere. Scrollati di dosso quell’espressione da *. Smetti di avere sempre la testa tra le * e stai un po’ con i * per *. Anzi, cementali proprio, per evitare ricadute. O rivolate. Anche perché una volta che sei già a *, è impossibile ricadere. E poi non andrai da nessuna *, se non cambi. Perché nessuno vorrà *, se non inizi a *. Stai perdendo il tuo *. E di sicuro adesso lo sto perdendo anche io. E poi, che ti frega di *. Il * ne è pieno.
Ma che fai? Piangi?
– No, è allergia.
– Vedo che impari in fretta.

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