Affettuosissimi.

<Lui è uno fedele.
In effetti potrebbe tranquillamente chiamarsi Jack.
O Whiskey.
O Black.
O Argo.
Argo, no? Presente? Che ha atteso fedelmente, appunto, tutta la vita.
Anzi, Lucky.
Sì, decisamente Lucky.
UnocosìsipotrebbechiamareLucky.
‘Lucky!! Te’! Vieni, Laaachiii! La pappaa!’
[Guardalo: scodinzola! :)]
‘Mmmh…corricorriamoricinoo! BuonalapappapappinadelmioLuckybellissimolui!’
E invece: no.
Non è ‘ilmioLuckybellissimolui’, proprio per niente.
Al massimo è ‘ilSUOLuckybellissimolui’.
Infatti, guarda come scodinzola. Cazzoavràdascodinzolare?
Già una persona che si appropria di un’altra vita, così, presuntuosando con aggettivi possessivi di questo peso… ‘Mio’.
Cosa vuol dire, poi, ‘Mio’? Cosa abbiamo, tre anni?
Che razza di persona può mai essere?
Che razza di amore è?
A proposito, che razza è?

Gambe lunghe. Zampe! Zampe lunghe, volevo dire. Pelo corto, cortissimo. Come un Bracco di Weimar. Canna di fucile. Ma meno fighetto. Meno lucido. Pulito, eh, ma meno lucido. No, perché quando carezzi un Braccodivaimar, sembra di sporcarlo. Un pochino più opaco. Insomma, in grado di macchiarsi, il giusto. Ma fiero uguale, eh.
No. Non è un Bracco.
Occhi tondi, grandi. Chiari.
Forse un Husky.
Sai, la leggenda dell’istinto da lupo, che deve sempre tornare nei boschi. Che scappa dai padroni. Dalle calde cucce. Dai guinzagli. Dalle pappe pronte. Dalle carezze.
Lui vuole solo la libertà. Per sé e per gli altri.
Meglio morto investito mentre attraversa l’ultima strada che lo separa dalla foresta, piuttosto che vivo e con l’artrosi alle zampe, davanti ad una stufa. Poi, questi Husky in un’isola del Mediterraneo. Non avranno caldo? Mah. Effettivamente non l’ho mai visto indossare un giubbotto. Cappottino! Volevo dire cappottino… di quei pet-gadget che vanno di moda adesso.
Comunque.
Libero!
Però.
Un Husky sceglierebbe la follia dell’istintività.
La possibilità dell’incertezza.
L’uovo oggi. E se becca anche la gallina domani, meglio pure.
Invece no.
Lui è uno che pondera.
Pondera, capito?
Mica si butta così. Di corsa. All’avventura.
Questo prima di buttarsi, guarda. A destra, a sinistra. Poi di nuovo a destra. Poi fa cenno alla macchina. E poi attraversa. Sulle strisce.
Poi non scapperebbe mai senza spiegare a fondo e con trasporto le motivazioni che lo spingono a cambiare strada.
Non è uno da bigliettino sul frigo.
Uno Shnauzer? No. Troppo pelo.
Un Jack Russell? No. Troppo agitato.
Un Pastore Tedesco? No. Troppo obbediente.
Un Pastore del Caucaso? No. Troppo… troppo!
Un Doberman? No. Troppo muscolato.
Un Golden Retriever? No. Troppo allegro.
Un Terranova? No. Troppo acquatico.
No, non è puro. No. Questa cosa del puro sta già sfuggendo di mano, nuovamente.
Un bel meticcio. Meglio.
Senza razza.
Un’esotica casuale miscellanea di selezioni genetiche millenarie che hanno portato alle proporzioni perfette.
Bellissimo. Bastardo, ma bellissimo.
Ma no, non è bastardo, neanche un po’.
È un sicurissimo e terribilmente brillante meticcio.
Poi, si sa, son quelli che danno meno problemi. Mangiano di tutto. Non si ammalano mai e, ancora più importante, nel raro caso in cui si dovessero ammalare, guariscono in frettissima. E da soli. Questione di anticorpi, eh.
E chi li ammazza?
Ah, poi affettuosi. Affettuosissimi.
Comunque.
Zampe lunghe.
Garrese alto.
Pelo corto, ma non lucido.
Longilineo, ma non debole.
Affettuoso, ma non sottomesso.
Fiero, ma non fighetto.
Libero, ma non anarchico.
Intelligente, ma non serioso.
Denti bianchi.
Orecchie adese.
Coda lunga.
Comesarebbeadire’che ne sai?’ Lo so. Si vede.
Coda lunga…>
‘Posso esserle utile?’
‘Eh?… Ah! Sì, grazie. Ascolti, queste crocchette sono buone?’
‘Penso di sì. Non le ho mai assaggiate.’
‘Nel senso, andranno bene per un cane?’
‘Credo di sì. C’è su la foto di un cane. Che taglia è?’
‘Non saprei… Sarà una M…’
‘Una Emme?’
‘Media, media. Volevo dire media.’
‘Allora le consiglio queste. Quanti anni ha?’
‘Ah, è giovane. Appena quattro più di me…’
‘…’
‘Quattro! Ha quattro anni.’
‘Bene, queste andranno benissimo. Che razza è?’
‘Non saprei, ci stavo giusto pensando prima che arrivasse lei.’
‘Ah, un meticcio. Sono i migliori, sa? Non si ammalano mai, mangiano di tutto. E poi sono affettuosi. Affettuosiss…’
‘…ssimi, sì lo so. Non son sicura che sia un meticcio. Lo speravo, ecco.’
‘Ma… Lo ha portato dal veterinario? Magari può aiutarla ad identificarlo.’
‘Dal veterinario? Uno così, di sicuro, non va neanche dal medico di base. Figuriamoci se si riesce a portarlo dal veterinario! È proprio un randagio. Potrebbe chiamarsi Lucky, credo. È un tipo molto fortunato. E poi è uno fedele, sa?’
‘Ma…come “potrebbe”? Ma, è il suo? E poi mi scusi, ma tutti i cani sono fedeli…’
‘Seee… tutti i cani sono fedeli! Ma che cani ha conosciuto? E comunque, no. Purtroppo non è mio. Io non ho un cane.’
‘Io… Non la seguo…’
‘Guardi, lasci perdere. Prendo questo deodorante per ambienti e questo topolino in gomma. Ho sei gatti.’
‘Ma… perché stava comprando del cibo per un cane che non ha?’
‘Perché lo desidero. Da morire. Ma lui, non lo sa. Grazie e arrivederci.’

<Un Dalmata? Naaa. Troppi nei…>

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