Il lieto fine.

“[…]
Il lieto fine esiste.
Non date retta ai disillusi, a chi ha perso la speranza, a chi non sa più stupirsi, a chi non si ricorda più come si apprezza la giornata, a chi si aspetta il peggio. Ottimismo, Uomo! Il lieto fine c’è.
Non è ancora scientificamente provato, ma al CERN, dove è vietata la sperimentazione sugli animali, se la stanno spassando alla grande cercando di catturarlo, di scomporlo in particelle subatomiche per poi riprodurlo artificialmente.
Non è una bufala. Non si deve mai scherzare sul lavoro e sull’impegno di menti eccelse, specialmente se sacrificano il loro divertimento per capire come procurare divertimento a terzi, che a loro volta hanno sacrificato le loro menti eccelse per divertirsi e basta.
Poche chiacchiere, qui si scrive di uno stravolgimento per l’umanità.
La direttrice Beth Tepreda, caposezione dei tunnel sotterranei ha dichiarato, sottovoce, che la fusione a freddo è nulla in confronto alla formula del Lieto Fine, che porterebbe secondo le previsioni alla conseguente Macchina del Tempo, non quella per spostarsi avanti ed indietro nelle ere, ma proprio una macchina del tempo, come la macchina del gelato, un assembramento meccanico per fabbricare il tempo.
A: “Buongiorno, vorrei tre ore, per cortesia.”
B: “Buongiorno, guardi, oggi abbiamo in offerta una giornata intera ad un prezzo stracciato.”
A: “No, guardi, mi occorrono solo tre ore, devo completare un progetto e andare a prendere la bambina che mi esce da danza…”
B: “Certo, va bene. Ho fatto tre ore e mezza. Che faccio, lascio?”.
E’ chiaro che è un’interpretazione con lo sguardo molto al di là dell’orizzonte, cosa invece differente dal lieto fine, per il quale sembra che la ricerca sia a buon punto.
Ora, sedetevi e prendete umilmente in mano la vostra vita; certo, avrete avuto i vostri momenti meravigliosi, di felicità, gioia, successo, celebrità, ma in fondo alle vostre ossa, dentro il vostro midollo, nascosto, ma sempre ben nutrito, c’è un pensiero che vi regge, la struttura portante del vostro scheletro: #erapropriocosìcheloavevoimmaginato?
Siate onesti, almeno con voi stessi. Una sola volta. Vi aspettavate il lieto fine, ammettetelo.
Ora si può.
Però calma, non fatevi prendere dall’euforia, per noi, infatti, non c’è scampo, possiamo solo continuare ad immaginarlo, siamo immuni, ma per i nostri figli, per i nostri successori la vita sarà più felice, perché assumeranno il lieto fine sin da neonati, insieme alle pastigliette di Calcio. Loro porteranno e proteggeranno il lieto fine direttamente nel loro organismo e questo influenzerà tutti i loro organi ed i loro pensieri, modificando la loro impronta genetica.
Da giornalista scientifica mi son permessa di descriverlo come una pastiglietta, per agevolare il vostro incredulo approccio a questa rivoluzione, ma ancora non si sa come verrà somministrato all’umanità. Sarà un vaccino? Una sorta di bombardamento laser di massa? O sarà in granuli al piacevole gusto di arancia da sciogliere sulla lingua? Poco importa, il fatto straordinario è che le future generazioni vivranno finalmente senza anti-depressivi, ma le grandi case farmaceutiche non temono alcun collasso, perché sanno di aver trovato la Pietra Filosofale. Lo studio per la sintetizzazione di questo stato d’animo si basa sulla semplice individuazione di una costante K, come può essere la felicità, la serenità, la soddisfazione, l’autocelebrazione o l’intramontabile amore, mentre le variabili che ruotano attorno possono essere la carriera, la famiglia, il danaro, la superficialità, l’egoismo, l’altruismo e così via.
Questa piccola e legale “droga”, senza controindicazioni ovviamente, permetterà di abbattere muri fisici, mentali e quindi anche politici.
Quale Capo di Stato vorrà mai dichiarare guerra ad un’altra nazione, se ogni sera si infilerà nel suo letto felice e senza frustrazioni?
Quale uomo sarà così vile da alzare il braccio contro la propria donna? Quale schiavista sfrutterà dei suoi fratelli?
Il mondo scalpita. Il nuovo passo dell’evoluzione: Homo sapiens sapiens beatus.
Anche il Vaticano finanzia gli esperimenti, perché prevede un riavvicinamento di milioni di pecorelle smarrite che, felici e gonfie d’amore, ritroveranno la fede in Dio che, trovato il modo di soddisfare ogni loro richiesta, potrà permettersi anche una lunga vacanza in qualche isola del Mediterraneo.
Certo che sarebbe bello se anche la nostra generazione potesse godere di questa fantastica invenzione.
Come lo immaginereste?
Nell’attesa che mandiate alla redazione il vostro Lieto Fine, mi permetto di descrivervi il mio.

#ILMIOLIETOFINE
“Andò a prendere lezioni di pianoforte, si, perché non esiste che a trentun anni non si sappia suonare il pianoforte. Divenne anche un discreto musicista, nonostante il poco tempo, che avrebbe poi recuperato grazie alla Macchina del tempo. Partì, si fece un nome, come se il suo non fosse già meraviglioso e costruì tutto ciò che gli venne in mente, per poi tornare a casa.

Io non trovai più un sorriso come il suo e mi ritirai con due asini, una cavalla, un conseguente mulo, il mio immortale cane e piante a non finire. Stavo bene, ma continuavo a scrivergli lettere e cartoline da ogni parte del mondo, perché sono nata per condividere e non sono mai riuscita a trattenere. Solo io avrei potuto aspettarlo tutti quegli anni e lo feci davvero. Lui lesse le lettere, tutte insieme. Poche parole, alcuni pensieri e molti pasticci.
Un giorno bussò alla porta in legno della mia casa in campagna.
Non aprii. Ero dietro, nell’orto.
Non ero invecchiata poi tanto e neanche lui. Gli ofrii un’acqua tonica con limone ed il mio più bel bacio, conservato ed immaginato sul cuscino, ogni notte.
Viaggiammo, visitammo il mondo. Liberi, pieni di amici e di feste ed ogni sera gli facevo trovare, accanto ad un bicchiere di buon vino nero, una scatoletta con un’ora di tempo. Perché null’altro desideravo se non un’ora in più sdraiata al suo fianco.”

Elsa Grimaldelli
Giornalista Scientifica
Red. del West Science Magazine”

[cit. Storie di notti col cane – E. A. ]

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